Oggi è disponibile il pamphlet completo: 15 pagine che spiegano nel dettaglio il meccanismo della Scheda di Rendiconto, le tutele costituzionali, le risposte a ogni obiezione.
Grazie per esserci.
Stefano Stenghel
Dalla delega in bianco alla democrazia del rendiconto
Proposta di Legge di Iniziativa Popolare — Abstract
www.riformaresponsabilita.it | 730+ firme su Change.org
IL PROBLEMA
Nel 1946 l'affluenza alle urne in Italia fu dell'89%. Nel 2022 è scesa al 63,9% — il dato più basso della storia repubblicana. Nelle tornate regionali e amministrative la soglia del 50% è diventata un miraggio. Un italiano su due ha smesso di votare. Non per pigrizia: per disillusione. Il voto è percepito come una delega in bianco — un atto di fede che non garantisce alcun controllo reale su chi viene eletto. Le promesse elettorali evaporano il giorno dopo il giuramento e il cittadino non ha strumenti per sanzionare chi lo ha tradito.
LA PROPOSTA
La Scheda di Rendiconto introduce una scheda elettorale unica divisa in due sezioni:
PARTE ALTA — Il Giudizio: "Ritieni che le condizioni di vita degli italiani siano complessivamente migliorate durante questa legislatura?" [SI] / [NO]
PARTE BASSA — La Scelta: la tradizionale scheda con i partiti e i candidati. Può essere compilata indipendentemente dalla parte alta.
Chi non vuole votare nessun partito può compilare solo la parte alta ed esprimere il suo giudizio. Il voto di dissenso non va disperso: diventa una sanzione misurabile.... Scarica il PDF
INTRODUZIONE: Il Silenzio delle Urne
L'Italia repubblicana è nata tra le macerie, il fango e le lunghe code davanti ai seggi. Il 2 giugno 1946, in occasione del Referendum Istituzionale e dell'elezione dell'Assemblea Costituente, l'affluenza alle urne fu un boato di democrazia: l'89,08% degli aventi diritto si presentò ai seggi. Dopo vent'anni di dittatura e una guerra mondiale, votare non era solo un dovere civico: era il respiro vitale di un popolo che tornava a essere padrone del proprio destino.
Oggi, nel 2026, il panorama è drasticamente mutato. Nelle elezioni politiche del 2022 l'affluenza è scesa al 63,9%, il dato più basso della storia repubblicana. Nelle tornate regionali e amministrative, la soglia del 50% è diventata un miraggio. Un italiano su due ha rinunciato a esercitare il diritto per cui i propri nonni hanno lottato.
Il voto è percepito come una delega in bianco: un atto di fede che non garantisce alcun controllo reale sull'operato di chi viene eletto. La politica è diventata un circuito chiuso, dove le promesse elettorali evaporano il giorno dopo il giuramento. Questa proposta vuole restituire ai cittadini uno strumento concreto di la rabbia passiva in sanzione attiva.
Cari sostenitori, siamo a 705 firme e la discussione sulle regole della democrazia si fa sempre più accesa.
In questi giorni il Professor Gustavo Zagrebelsky ha espresso concetti magistrali in TV: ha spiegato che la parola "governabilità" usata dai palazzi di potere è un insulto ai cittadini.
Trasforma il popolo in un pubblico passivo e riduce il Parlamento a un bunker di nominati scelti a tavolino nei listini bloccati, che hanno il terrore di rispondere del proprio operato nei territori.
Ma qual è la soluzione?
I costituzionalisti propongono spesso il ritorno al passato (il proporzionale puro).
Il cannocchiale di Galileo è puntato sui dati reali, l'Inquisizione dei partiti non potrà nascondersi per sempre!
Stefano
Cari sostenitori,
siamo arrivati a 671 firme! Ogni giorno che passa, la nostra richiesta di una politica responsabile e sanzionabile guadagna forza e credibilità.
Voglio condividere con voi un passaggio fondamentale: questo sabato 16 maggio sarò a Milano per partecipare ufficialmente all'evento Nova 2026 organizzato dal Movimento 5 Stelle.
🏛️ Cosa faremo a Milano
Non sarà una semplice passerella. Parteciperò attivamente ai tavoli di lavoro con una missione precisa: aprire una "saletta" dedicata esclusivamente alla nostra Riforma di Rendimento.
Presenterò lo Script Tecnico che abbiamo perfezionato insieme: sanzioni certe (taglio del 20% di seggi e voti) per chi fallisce gli obiettivi certificati.
Porterò con me il peso delle vostre 671 firme per dimostrare che questa non è l'idea di un singolo, ma un'esigenza di centinaia di cittadini stanchi di deleghe in bianco.
⚖️ Una sfida al sistema
Andrò a questo incontro con spirito costruttivo ma estremamente lucido. Sappiamo che la strada per una riforma che "mette in crisi" i privilegi dei partiti è in salita. Il mio obiettivo sabato sarà raccogliere consensi tecnici e logistici per far uscire questa proposta dai confini digitali e portarla nelle Università e nelle piazze di tutta Italia.
🚀 Verso il Referendum
Questo evento è una tappa fondamentale per costruire il comitato che, un domani, ci permetterà di puntare al traguardo più grande: la raccolta firme per un Referendum Popolare.
GRAZIE a chi continua a condividere la petizione e a chi ha sostenuto il progetto con una piccola donazione: grazie a voi, sabato a Milano non sarò solo. Saremo in 671.
Vi terrò aggiornati sull'esito dei tavoli di lavoro subito dopo l'evento!
Avanti tutta,
Stefano
Promotore della Riforma per la Responsabilità di Rendimento
Oggi il voto è un’arma scarica. L'astensionismo galoppa perché chi governa non risponde mai delle proprie scelte davanti agli elettori. Ci sono comportamenti che il sistema attuale non sanziona: Voti di schieramento contro l'evidenza: Casi in cui il Parlamento vota tesi palesemente inverosimili (come nel caso Ruby-Mubarak) solo per fedeltà alla coalizione, ignorando la realtà dei fatti. Gestione fallimentare dei beni comuni: Provvedimenti tecnici e salvataggi (come nel caso MPS/Banche) che bruciano i risparmi dei cittadini garantendo solidità che poi si rivelano inesistenti. Trasformismo: Chi ha sostenuto queste scelte cambia spesso partito o si nasconde in nuove liste civetta per ricandidarsi "vergine" alle elezioni. Noi diciamo basta.
"Vogliamo trasformare la delusione in Sanzione Elettorale. Ecco come funziona la riforma: IL VOTO DI GIUDIZIO: Sulla scheda elettorale, oltre a scegliere chi vuoi (Scelta), potrai dire SÌ o NO all'operato di chi ha governato (Giudizio). RESPONSABILITÀ NOMINALE: Se il NO vince, i parlamentari della maggioranza uscente subiscono una decurtazione dei seggi. La sanzione è uno "zaino invisibile" che segue l'eletto: se cambia lista, porta con sé il taglio dei seggi. Nessuno vorrà più i trasformisti in lista. IL DIVIDENDO DEMOCRATICO: I seggi sottratti ai sanzionati vengono riassegnati tra le Liste Civiche e le opposizioni che non hanno governato. Meno spazio ai professionisti del fallimento, più spazio a facce nuove.
La sanzione non si basa sulla simpatia, ma sui FATTI CERTIFICATI. Attraverso organi tecnici indipendenti (ISTAT / Corte dei conti), ogni cittadino riceverà un rendiconto reale su: PIL, Occupazione, Debito Pubblico, Efficienza Sanitaria. Se i dati certificano un peggioramento oggettivo del Paese, il cittadino ha il potere legale di sanzionare chi ha tradito le promesse elettorali.
Non siamo un partito, ma un esperimento sociale. I Padri Costituenti trovarono la convergenza sui grandi valori; noi vogliamo imporre la convergenza sui risultati concreti. "La responsabilità non ha colore politico: deve avere una conseguenza elettorale certa."
Per info e adesioni: riforma.responsabilita@gmail.com
Scansiona il QR Code per leggere il progetto completo e i dettagli sulla Sanzione Nominale.